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Venerdì 13 Settembre 2019

La Costituzione della Repubblica italiana

Il testo vigente e la copia anastatica del testo originale

Il 2 giugno 1946, giorno consacrato al referendum istituzionale, gli italiani maggiorenni di entrambi i sessi eleggono l'Assemblea Costituente. Per la prima volta nella storia dell'Italia unita un'assemblea straordinaria viene chiamata a redigere la Carta fondamentale dello Stato, seguendo l'esempio dato dagli Stati Uniti d'America a Philadelphia nel 1787 e, in seguito, dalla Francia tra il 1789 e il 1945.

La legislatura costituente apre il 25 giugno 1946 e avvia i suoi lavori dotandosi di un collegio redigente, noto come Commissione dei Settantacinque, sotto la presidenza di Meuccio Ruini. La stessa viene suddivisa in tre sottocommissioni: la prima, presieduta dall'on. Tupini, si occupa dei diritti civili e politici; la seconda, presieduta dall'on. Terracini, si occupa dell'organizzazione costituzionale dello Stato; la terza, sotto la presidenza dell'on. Ghidini, si occupa dei rapporti economici e sociali.

Il progetto di Costituzione viene presentato il 31 gennaio 1947 e il successivo 6 febbraio il presidente Ruini accompagna il testo con una relazione illustrativa. L'Assemblea inizia la discussione del progetto il 4 marzo 1947 concludendola il 22 dicembre dello stesso anno, dopo 170 sedute.

Approvata definitivamente il 22 dicembre 1947, promulgata dal Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 dicembre, la Costituzione della Repubblica entra formalmente in vigore il 1° gennaio 1948.

La Costituzione della Repubblica italiana presenta le seguenti caratteristiche:
  • "è scritta, in quanto testo normativo".
  • "è votata, in quanto approvata da quasi il 90% dei componenti di una assemblea e frutto di un compromesso tra le diverse forze politiche in seno alla Costituente;".
  • "è rigida, in quanto, da un lato, dispone per la modificazione del testo un particolare procedimento aggravato rispetto al procedimento di formazione delle leggi ordinarie (art. 138) e, dall'altro, garantisce la propria prevalenza rispetto alle altre fonti del diritto prevedendo un giudice delle leggi con il compito di non consentire che vengano applicate leggi ad essa contrarie (art. 134 e ss.). La Costituzione rigida è, pertanto, una Costituzione garantita;".
  • "è lunga (139 articoli), in contrapposizione alle Carte ottriate dell'800, in quanto non si limita a dettare principi e regole genarali sull'esercizio del potere pubblico ma reca anche diposizioni analitiche che riguardano numerose materie.".
  • "è aperta in quanto non pretende di individuare un punto di equilibrio tra tutti gli interessi in essa tutelati, lasciando alla successiva legislazione il compito di individuare di volta in volta il punto di bilanciamento. Afferma valori opposti, talvolta conflittuali, manifestando in ciò il suo carattere pluralista.".

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